FAQ

Cos’è l’EBITEN?

E’ un ente bilaterale ovvero un’associazione no profit tra organizzazioni imprenditoriali  e sindacati lavoratori che copre tutto l’arco produttivo delle aziende. L’attivazione è voluta dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore per dare servizi ai lavoratori ed alle imprese.  L’EBITEN NAZIONALE è stato costituito il 9 DICEMBRE 2009 ed è operativo.

Le singole aziende non associate ad associazioni firmatarie del CCNL hanno l’obbligo di aderire a un ENTE BILATERALE?

No.

Il lavoratore può aderire all’Ente Bilaterale se l’azienda non aderisce?

No.

In quale misura i versamenti individuali incidono sui servizi erogati dall’Ente Bilaterale?

L’Ente Bilaterale ha una natura privatistica ed eroga i servizi in base alle disposizioni di cassa, a prescindere dai versamenti individuali.

Come e chi si avvale dell’RLST?

Tutte le aziende, o unità produttive, devono eleggere o designare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, come da art. 47 comma 2 del D.Lgs. 81/2008.

Le aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori e che non si avvalgono della facoltà di eleggere l’RLS direttamente possono avvalersi di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST).

Chi propone l’RLST?

Nell’ambito territoriale definito per gli OPTA (Organismo paritetico territoriale), vengono istituiti i Rappresentanti Territoriali dei Lavoratori alla Sicurezza (di seguito denominati RLST), formalizzati dalle OO.SS. firmatarie dell’A.I. 3/9/96, intendendosi per queste ultime sia le Organizzazioni confederali sia le rispettive Federazioni di Categoria.

Nell’ambito dell’Organismo Paritetico Provinciale (OPP) è ratificata la designazione degli RLST, effettuata dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori (nel nostro caso CONFSAL), di cui possono usufruire (per questo servizio) tutte le aziende aderenti all’EBITEN LOMBARDIAin regola con i versamenti contributivi

Quali introiti devono essere erogati ad EBITEN LOMBARDIA per gli RLST?

Il CCNL di settore  chiarisce che l’Ente Bilaterale è un istituto contrattuale, e quindi il finanziamento dello stesso è un costo contrattuale.  Le aziende sono tenute al versamento dello 0,15% della massa salariale (paga base + contingenza) di cui 0,10 a carico dell’impresa e 0,05 a carico del lavoratore per il settore TERZIARIO, mentre per il settore TURISMO la quota ammonta a 0,20% a carico dell’impresa e 0,20% a carico del dipendente. Il mancato versamento comporta una non applicazione del contratto collettivo di lavoro, con tutto quello che ne consegue sul piano del potere di controllo e sanzionamento degli organi o enti pubblici deputati alla vigilanza.

Inoltre secondo l’accordo interconfederale del 18.06.2009  articolo 2 abbiamo che: “le parti concordano che per il sostegno ed il finanziamento, delle attività delle rappresentanze dei lavoratori della sicurezza territoriale, anche con riferimento alla formazione, condivise dall’ONPC, siano destinate le risorse di cui al Fondo ex  art. 52 DLgs 81/2008 nella misura del 50%.

Qual’è l’organismo paritetico provinciale dell’EBITEN LOMBARDIA?

L’ EBITEN Lombardia  procederà: “costituendo all’interno un’apposita sezione denominata Organismo paritetico provinciale per gli adempimenti, i compiti e le funzioni ad esso demandati ed attribuiti dal D.Lgs.81/2008 e dall’Accordo del ’96, applicativo dello decreto precedente, le cui modalità di funzionamento si ritengono esaustivamente disciplinate dall’Accordo interconfederale. Le organizzazioni sindacali renderanno disponibili n.  persone per la gestione delle attività che l’EBITEN dovrà svolgere anche a favore o per conto dell’Opp; di queste  almeno n.  saranno designate congiuntamente come rappresentanti territoriali per la sicurezza ai sensi di  quanto previsto dall’Accordo interconfederale e l’Opp ne ratificherà con propria delibera la designazione e ne individuerà i relativi ambiti territoriali di competenza”. L’Accordo dovrebbe prevedere inoltre che particolare attenzione sia rivolta alla promozione di iniziative di formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, con riferimento al D.Lgs.81/2008 . All’Ente bilaterale è inoltre affidata la creazione e la gestione della Banca dati dei Rls.)

Come si alimenti OPP per gli RLST?

In base all’ art. 5 dell’Accordo Provinciale del 23 Marzo 1999, stipulato tra Ascom e Filcams- Cgil Fisascat-Cisl Uiltucs-Uil, è previsto, a carico delle singole imprese del Commercio, del Turismo, dei Servizi e della Distribuzione, un versamento contributivo a favore di O.P.P. dello 0,10% da calcolarsi sulla retribuzione annua complessiva di ogni dipendente; tale regolamentazione di riferisce a tutte le aziende con meno di 15 dipendenti che non hanno al loro interno il Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), ma che si avvalgono del delegato della sicurezza territoriale (R.L.S.T.).

La Confsal (Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori) è una delle Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tale riconoscimento le è stato conferito per il settore pubblico dalle rilevazioni dell’Aran – Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e per il settore privatistico dalle rilevazioni del Ministero del Lavoro in forza di contratti e negoziati stipulati, nonché della diffusione sul territorio nazionale.
• Presenze Confsal in organismi istituzionali La Confsal è presente nei seguenti organismi:

1. CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro con due rappresentanti;

2. CIV – Comitato Indirizzo e Vigilanza dell’INPDAP con due rappresentanti;

3. CIV – IPOST (Postelegrafonici) con 1 rappresentante;

4. In sottocomitati INPDAP con due rappresentanti;

5. Nel Comitato Nazionale INPS Pensionati Dipendenti con un rappresentante;

6. In Comitati Regionali e Provinciali INPS e NEI CLES – Comitati per l’emersione del lavoro Sommerso

7. Comitato di Sorveglianza PON – piani occupazionali nazionali.

Le OO.SS. aderenti alla Confsal firmatarie dei relativi contratti sono, altresì, presenti nei vari organismi operanti presso enti, enti bilaterali, agenzie, società ecc

Che funzione ha CONFSAL in ambito RLST?

In quanto tale,  ratifica all’OPP, nel caso specifico della Lombardia ratifica ad EBITEN Lombardia i nominativi degli  RLST  che ha individuato (ovvero che sono stati individuati) territorialmente tali da poter essere adottati dalle aziende e comunicati all’INPS.

Che formazione deve avere l’RLST?

Ad oggi per la formazione dell’RLST abbiamo due linee di pensiero la prima è l’accordo interconfederale del luglio 2009 della CONFAPI che riporta: “ la durata minima del corso è di 80 ore (da effettuarsi entro tre mesi dalla data di istituzione) di cui:
32 ore di contenuti di cui all’articolo 37 c. 11 DLGS 81/2008
40 ore per rischi specifici presenti in azienda
8 ore per interventi sul campo (visite conoscitivie)

  • La seconda scuola di pensiero è quella dettata dalle linee guida dell’ISPESL che prevedono
  • 90 ore secondo uno schema specifico

QUALI SONO I COMPITI DELL’RLST ( sempre  secondo l’accordo interconfederale del 18.06.2009)?

Elenchiamo in breve alcuni dei compiti dell’RLST:

  1. accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
  2. è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla  valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione  e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
  3. è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al  servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo  soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
  4. è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;
  5. riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla  valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle  inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti,  alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
  6. riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
  7. riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;
  8. promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
  9. formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti,dalle quali è, di norma, sentito;
  10. partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;
  11. fa proposte in merito alla attività di prevenzione;
  12. avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
  13. può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro

Quanto dura l’RLST?

dura tre anni ed è ridesignabile.

Ci sono incompatibilità nella mansione di RLST?

L’esercizio delle funzioni di  RLST è incompatibile con l’esercizio di altre funzioni sindacali operative.

Ogni RLST ha il compito di svolgere le visite di ispezione preventiva ai cantieri di competenza, per verificare la corretta applicazione di tutte le normative  sulla sicurezza e salute. Per agire con la massima efficacia l’O.P.P. si coordinerà con la Medicina del lavoro territorialmente competente e la Direzione Provinciale del lavoro. Gli RLST oltre le visite di cantiere sono preventivamente consultati dalle Imprese edili (assenza di RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA) sui Piani di Sicurezza e Coordinamento (PSC), sui Piani Operativi di sicurezza (POS) e sui Piani di Montaggio Uso e Smontaggio(Pi.M.U.S.).

Quanti sono gli RLST?

Gli RLST sono eletti per provincia in base alla densità produttiva e in base, soprattutto alle imprese aderenti.

Chi retribuisce gli RLST?

Secondo l’accordo interconfederale del 18.06.2009 che recita, “ai RLST verrà garantito il rispetto degli obblighi assicurativi e contributivi“, l’ EBITEN LOMBARDIA provvede allo stipendio degli RLST individuati provincia per provincia.

Chi coordina gli RLST?

Ogni regione ha un numero massimo di due coordinatori che programmano annualmente e secondo gli accordi sindacali le azioni degli RLST da intraprendere sul territorio oltre alla loro formazione ed aggiornamento  e  redige annualmente una relazione sull’attività svolta dagli  RLST dell’O.P.P. da inviare al Fondo di sostegno alla Piccola e Media Impresa, ai RLST e alla Pariteticità costituito presso l’I.N.A.I.L.  ai sensi dell’art.52 del D.Lgs 81/08.

Cosa si intende per vidimazione dell’intesa tra le parti sociali?

Ogni progetto è accompagnato, a pena di inammissibilità, da un’intesa sottoscritta bilateralmente dalle articolazioni territoriali delle parti sociali:

  • a livello nazionale se il progetto si svolge in regioni diverse
  • a livello nazionale o regionale se il progetto si svolge nella stessa regione

L’intesa tra le parti sociali dovrà riportare il soggetto proponente del progetto e il titolo dello stesso a cui l’intesa è allegata.

Come si chiede l’intesa delle parti sociali costituenti il Fondo che accompagna la candidatura del Progetto?

E’ necessario seguire il seguente iter:

  1. Redigere l’istanza d’intesa delle parti sociali
    (scaricabile dal sito www.ebiten.lombardia.it);
  2. Allegare il Progetto tematico alla stessa;
  3. Inviare l’istanza corredata dal progetto tematico inviandola all’Ente bilaterale lombardo del terziario (Ebiten Lombardia) esclusivamente tramite PEC all’indirizzo intesa.partisociali@pec.ebiten.lombardia.it.

Entro che termini bisogna chiedere l’intesa alle Parti Sociali costituenti il Fondo?

Perentoriamente entro il giorno 10 gennaio 2011, ore 24.00. Le istanze d’intesa presentate dopo tale data non verranno valutate.

Cosa si intende per certificazione dei contratti di lavoro?

Attraverso la Legge Biagi (D.lgs.276/2003) è stata introdotta la certificazione dei contratti di lavoro atipici per valutare una erronea qualificazione o difformità del contratto/rapporto. Essa non ha “piena forza legale” ma solo probatoria  ed è una procedura che non sbarra la prosecuzione della controversia  davanti al giudice del lavoro. Vale anche per i vizi del consenso.

Cos’è il contratto di apprendistato?

  • L’apprendistato è un rapporto di lavoro a causa mista, ossia è un contratto in cui la componente formativa ha una parte rilevante (vd. Sentenza Cass. n. 6787/2002). La prima regolamentazione dell’apprendistato risale al 1955 (L. n. 25/55), il contratto è stato poi rivisto nel 1987 dalla Legge n. 56/87 e infine più recentemente nell’articolo 16 della legge n. 196/97. L’ultimo intervento legislativo, nel 2003 (D.Lgs. n. 276/03), ne ha trasformato profondamente gli aspetti formativi e contrattuali suddividendo l’apprendistato in tre diverse tipologie:
  • 1) l’apprendistato per il conseguimento del diritto-dovere all’istruzione, che costituisce uno dei canali previsti dalla riforma del sistema di istruzione per assolvere al diritto-dovere alla formazione fino a 18 anni (L. n. 53/03);
  • 2) l’apprendistato professionalizzante, che ha come obiettivo il conseguimento di una qualificazione attraverso la formazione sul lavoro e l’apprendimento tecnico professionale;
  • 3) l’apprendistato per il conseguimento di un diploma o per percorsi di alta formazione. Chi può assumere con contratto di apprendistato ? Possono assumere apprendisti i datori di lavoro di qualunque settore produttivo.
  • Il numero degli apprendisti sul totale dell’organico dell’impresa non deve superare il 100% del personale qualificato, mentre deve essere pari a non più di 3 nelle imprese che hanno fino a 3 dipendenti qualificati o specializzati.

A chi si applica?

L’apprendista deve avere un’età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’età massima è elevata a 26 anni per le assunzioni in particolari aree geografiche (Obiettivi 1 e 2 stabiliti dalla Commissione Europea) e per i portatori di handicap; nel settore artigiano e per qualifiche ad alto contenuto professionale i contratti nazionali possono elevare il limite di età fino a 29 anni.

Quale è la durata del contratto di apprendistato?

La durata del rapporto di lavoro è fissata dai contratti collettivi, sempre però entro i limiti stabiliti dalla legge: almeno 18 mesi e un massimo di 4 anni, fino a 5 anni nel settore artigiano. I periodi di apprendistato prestati presso più datori di lavoro, si cumulano ai fini del computo della durata massima dell’apprendistato, purchè non separati tra loro da interruzioni superiori all’anno e si riferiscano alle stesse attività produttive. Può essere concordato tra le parti un periodo di prova, che sarà regolato dall’articolo 2096 del codice  civile e che non potrà superare la durata di massimo 2 mesi.

Come avviene la formazione durante il contratto di apprendistato?

La formazione dell’apprendista dovrà essere effettuata all’esterno dell’impresa presso Centri di Formazione Professionale che dovranno poi certificare l’avvenuta formazione e il livello di formazione raggiunto. Il collegamento tra l’apprendistato sul luogo di lavoro e la formazione esterna è reso possibile dalla presenza di un tutore. Viene attuato un rinvio alla contrattazione collettiva per la determinazione delle modalità di erogazione della formazione aziendale anche negli Enti Bilaterali.

E l’orario lavorativo?

L’orario lavorativo dell’apprendista non potrà superare le 8 ore giornaliere e le 44 ore settimanali. Ciò vuol dire che le ore di straordinario, previo consenso del lavoratore in quanto facoltative, potranno essere effettuate per un numero massimo di 4 ore settimanali non collegate al normale orario di lavoro non essendo possibile, per legge, prolungare oltre le 8 ore l’attività giornaliera. Le ore di insegnamento teorico complementari, previste dalla legge come obbligatorie, sono considerate a tutti gli effetti ore lavorative e computate nell’orario di lavoro. E’ fatto espresso divieto per gli apprendisti di prestare attività lavorativa nelle fasce orarie notturne dalle ore 22.00 alle ore 6.00.

Quali sono i diritti previdenziali dell’apprendista?

  1. I contributi previdenziali che il datore di lavoro deve versare sono ridotti rispetto a quelli degli altri lavoratori dipendenti. Per favorire la stabilizzazione del rapporto di lavoro l’apprendista beneficia di agevolazioni contributive per l’anno successivo al giorno dell’assunzione a tempo indeterminato
  2. Infortunio e malattia professionale: In base alla normativa vigenti sono tutelati tutti quei lavoratori appartenenti alle categorie per le quali è previsto l’obbligo di tale assicurazione
  3. Malattia: Non è prevista l’indennità economica di malattia per i periodi di assenza dal lavoro ma solo le prestazioni di assistenza sanitaria generica, specialistica, ambulatoriale, farmaceutica, ospedaliera, ostetrica.
  4. Maternità Spetta, senza alcun requisito minimo contributivo, la indennità di maternità obbligatoria facoltativa. L’apprendista ha diritto agli assegni familiari.
  5. Disoccupazione Non è prevista l’indennità di disoccupazione in quanto non viene versato il relativo contributo.
  6. Per chi vuole approfondire l’argomento: Circolare Ministeriale del 25/01/2006, n.2; Circolare Ministeriale del 15/07/2005, n.30; L. 14/05/2005, n.80, art. 13 comma 13 bis; D.Lgs.n. 276/2003, art. 47-53; Circolare Ministeriale del 14/10/2004, n.40.

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i dati all’ente formalizzando le iscrizioni e la regolarità contributiva.
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Ultime News

25-03-2020
Regione Lombardia. Ammortizzatori sociali in deroga e indennità per lavoratori autonomi
Sistema Impresa Lombardia ha firmato con Regione Lombardia il nuovo testo dell'Accordo quadro sui criteri per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga e all’indennità per lavoratori autonomi in Lombardia. Il documento è stato condiviso da Regione Lombardia e le parti sociali lombarde per l’attuazione del decreto-legge 9/2020 e del decreto legge 18/2020. Diventa dunque questo, proprio a seguito della sottoscrizione finale, il testo di riferimento per l'accesso agli ammortizzatori sociali in deroga valido a livello regionale. Nell’ Accordo vengono elencate le condizioni per l’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga (quali datori di lavoro possono accedere e quali sono i lavoratori beneficiari), le regole comuni per le tipologie di intervento e le modalità di presentazione della domanda. «Questo Accordo rispecchia le più urgenti necessità del sistema produttivo lombardo e hanno la finalità di contribuire a sanare la contingente situazione di crisi» spiega Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa Lombardia. «È chiaro che questo primo intervento va potenziato ed esteso. Nelle richieste al Governo, avanzate da Regione Lombardia e dalle categorie economiche che costituiscono il tavolo del Patto per lo Sviluppo, abbiamo chiarito che ci sarà bisogno di ben altre azioni di supporto» (In allegato l’Accordo quadro con tutte le informazioni per accedere alla CIGD e alle indennità relative al lavoro autonomo)
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